Immersioni da riva

Il piroscafo Plinio

Come arrivarci.
Imboccare la Ss36, uscita Colico, dirigersi a Verceia poi seguire le indicazioni per raggiungere il ristorante La barcaccia via nazionale al lago, 49. Comodo il posteggio per preparare con tutta calma la nostra attrezzatura.

Coordinate: N 46° 12' 14.4'' E 9° 27' 14.6''

 

Plinio

Il glorioso Plinio dopo anni di completo abbandono ha deciso di togliere il disturbo inabissandosi nelle acque del lago di Mezzola, -estremo nord del lago di Como - questo è accaduto il nove dicembre 2010. Ora molti si rammaricano di quanto accaduto, averci pensato prima non sarebbe stato male, la mancanza di soldi ha decretato la fine del piroscafo, soldi a mio personale parere disponibili per altri, forse discutibili interventi. Ora resta il relitto che oggi 21 maggio 2011 siamo andata a visitare. Il Plinio è stato ritrovato nei primi giorni di aprile 2011 dopo alcune infruttuose immersioni da parte del Valtellina sub. Giace a circa 40 metri in assetto di navigazione la prua punta al centro del piccolo lago. Arrivando in auto raggiungere il posteggio del ristorante ormai chiuso, la Barcaccia a Verceia. alaggio barche
Per entrare in acqua si può utilizzare lo scivolo per alare le barche, consiglio di mantenere la sinistra per entrare e uscire, è più agevole.E adesso arriva la parte più faticosa, una bella e salutare pinneggiata per raggiungere il pedagno distante più o meno da riva 150 metri in direzione nord. Esso vi porterà a dritta e a poppa del relitto. Mettere una strobo è una buona idea, la visibilità è molto scarsa e perdere l'esile sagola del pedagno non è affatto bello. Il relitto si presenta completamente vuoto, penso sia possibile entrare ma la scarsa visibilità lo sconsiglia a mio parere. Si possono ammirare a metà scafo le belle e poderose ruote a pale, con i suoi 500 CV portavano il piroscafo a una velocità di 28 Km/h. Bello il fumaiolo e il castello, da l'estrema prua se l'acqua lo permettesse sarebbe un bel colpo d'occhio vedere tutto l'insieme. La profondità è attorno ai 40 metri portare il bibo però non sarebbe male, avere una buona scorta d'aria è sempre cosa gradita. La deco si potrà fare lungo la sagola della piccola boa, andare a riva seguendo il fondo ci caricherebbe di troppa decompressione, in più saremo circondati dal fango. Ultima notizia ma non meno importante; a poche decine di metri presso la sede dei canottieri, in una bacheca si possono recuperare altre informazioni per questa immersione.

Posizione del relitto:46° 12' 14.364'' E 9° 27' 14.616''
MAP Datum: WGS84

Le dimensioni del proscafo sono:
lunghezza: 53.16 MT.
larghezza: 11.50 MT.
dislocamento: 241 tonn.
anno varo: 1903

24/01/2012
Dagli amici del Plinio abbiamo ricevuto questo importante aggiornamento ( leggi sotto), seguiranno nei prossimi giorni informazioni più dettagliate. Grazie per avere prontamente segnalato ma soprattutto fatto questo ottimo lavoro con l'obbiettivo di aumentare la sicurezza di questa immersione impegnativa.

A titolo di conoscenza, e... nel caso vogliate verificarlo e/o pubblicarlo sul Vs. Sito, il giorno 15/01 è stata predisposta (da Ermes e Lello) una sagola di 200 mt. che collega lungo il fondo, il Plinio al secondo molo galleggiate (quello piu a nord). Inoltre e' stato fissato un bidone bianco alla sagoletta secondaria (quella col piccolo galleggiante da rete)  questo per rendere identificabile il punto ai subacquei che volessero effettuare un'avvicinamento dalla superficie (speriamo non vi sia gente ottusa che senza ragione  decida di tagliarlo)
Lorenzo

19/11/2011
Dopo due mesi eccoci nuovamente al lago di Mezzola. Al nostro arrivo alle ore 09.30 il laghetto è in ombra, la temperatura è di 1°C, i pontili sono coperti da uno strato di brina; scivolare e magari finire in acqua, sarebbe il colmo! Il sole arriverà a scaldarci solamente oltre un'ora dopo.
Il piroscafo sappiamo dov'è, la nostra speranza è trovare l'acqua pulita, a novembre con le basse temperature del lago di Como la visibilità è buona ma qui le cose vanno diversamente non c'è ricambio d'acqua, e la sospensione è sempre lì ad aspettarci, da giorni non piove e questo è un vantaggio, almeno lo speriamo vivamente.
Messo in acqua il gommone e montato l'ecoscandaglio raggiungiamo il punto dove giace lo scafo, il segnale eco coincide con la posizione GPS. Oggi vogliamo mettere un pedagno robusto in centro alla nave, vicino al fumaiolo dove la larghezza tocca i dodici metri. A bordo non ci stiamo tutti -siamo in cinque- quindi tre al traino, due imbarcati. Cominciamo la discesa, a 43 metri l'ancorotto è nel fango, individuiamo a pochi metri la fiancata di dritta, fissiamo saldamente la cima alla battagliola che corre davanti al fumaiolo, guardandoci attorno vediamo con stupore un'altra cima che sale in superficie, è fissata a un grosso corpo morto di cemento affondato nel fango a pochi centimetri dalla ruota a pale di dritta, vedremo poi che si fermerà a 3.5 metri dal pelo dell'acqua, sicuramente chi ha lanciato la zavorra contava di centrare il ponte dello scafo. Continuamo la nostra esplorazione c'è molta sospensione un vero peccato, non paragonabile alla volta precedente però, ci dirigiamo a prua e voltandoci riusciamo a vedere solamente per un breve tratto il Plinio, torniamo al pedagno ed ecco gli altri due amici che iniziano la passeggiata a -40. Dopo 27 minuti di fondo si comincia a salire e come concordato a due metri dalla superficie posizioniamo tre taniche piene di schiuma è il nostro pedagno sommerso, così non sarà d'intralcio alla scarsa navigazione e i curiosi avranno un bel faticare a recuperarlo, il punto è segnalato in superficie da un piccolo galleggiante usato per le reti da pesca, speriamo duri per molto tempo, dubitiamo assai però.
I primi sub emersi salgono a bordo del gommone e via verso terra a scaldarsi un po', subito di ritorno sul pedagno ad aspettare gli altri. È stata una faticaccia ma siamo contenti per quello che abbiamo ottenuto questa mattina.

  • Il pedagno è stato messo per aumentare la sicurezza di tutti, ma prima di iniziare la discesa è meglio farsi un esame di coscienza: “sono in grado di effettuare questa immesione in piena sicurezza mia e dei miei compagni?"
    Dobbiamo divertirci non farci male.
  • Immersione a 40-45 metri con deco da mettere in conto.
  • La distanza da riva, 180 metri di sola andata con bibo in spalla e nitrox per la deco, -il mono è escluso-  si arriva sul punto di discesa con il fiatone.
    Gestione complessa di ogni emergenza, l’ideale è avere a disposizione un piccolo natante con persona competente a bordo.
  • Eventualità di una risalita in acqua libera se non trovassimo più la cima del pedagno. Mandare in superficie un pallone di segnalazione in un momento di crisi non è cosa facile. Mettere una luce strobo sul cavo di risalita è il minimo.
  • Visibilità scarsa o nulla dell’acqua.
  • Temperatura dell'acqua più bassa del lago di Como nello stesso periodo dell’anno.
  • Presenza di cavi d’acciaio, esempio; i tiranti del fumaiolo, i fili che reggono le luminarie che una volta abbellivano il Plinio, il grande telo che ricopre ancora in buona parte la poppa.
  • Si prevede che i sub abbiano i brevetti che li abilitano a tali immersioni, una discreta esperienza in ambiente buio e con scarsa visibilità oltre naturalmente a un ottima gestione della risalita in acque libere.
  • Non ci stancheremo di ripeterlo questa è una immersione molto impegnativa e sottolineamo molto.

 


24/09/2011
Ci siamo lasciati con la scomparsa della boa (vedi aggiornamento del 27/06/2011) che segnalava il relitto del piroscafo, ma questa mattina dopo una ricerca con potenti mezzi tecnologici lo abbiamo individuato. Alle ore 10.45 quando il profilo è comparso sul display dell'eco siamo stati pienamente appagati del risultato ottenuto. Per l'occasione abbiamo messo in acqua un gommone di 3.80 metri, con motore da 2 CV, un sofisticato ecoscandaglio installato alla bene meglio, per ultimo ma non ultimo per importanza un GPS di ultima generazione per fare il punto. Tornati al pontile abbiamo preparato la nostra attrezzatura, pronti a verificare dove il pedagno lanciato in precedenza fosse finito e con nostra grande meraviglia lo abbiamo trovato esattamente sulla poppa del Plinio, è andata bene perché con la visibilità nulla, sarebbe stato impossibile individuare il battello anche a pochi metri da noi, mai visto un'acqua così sporca tanto vero che dopo pochi minutii siamo risaliti rinunciando al filmato in programma, troppo rischioso a nostro parere condurre un'immersione in queste condizioni non conoscendo bene il piroscafo, probalbilmente il poco ricambio d'acqua porta a questa situazione rendendo difficile l'orientamento, proveremo nei mesi freddi ormai sappiamo dove trovarlo e lui ci aspetta tranquillo sul fondo del lago.

 

 

 

27/06/2011
Dopo pochi giorni da questa prima immersione il pedagno è sparito, vuoi perché il livello del lago si è alzato sommergendolo, vuoi che qualcuno lo ha tolto il risultato non cambia. Un vero peccato ora rintracciare il relitto è più complicato. Sarebbe bello ripristinare il pedagno. Cercansi volontari.

 

informazioni in bacheca
informazioni si possono ricavare da questa locandina

 

Plinio
realizzato da Maurizio
21/05/2011


Plinio: seconda immersione
realizzato da Mario
22/05/2011


Sotto alcuni links per conoscere meglio il glorioso Plinio. Altro materiale, foto, commenti, articoli, si possono recuperare con facilità in rete.
amici del Plinio
Lariana
navigazione sul lago di Como
appassionati navigazione laghi


mappa Plinio
mappa della zona vista con Google earth

 

Riva di Gittana

Come arrivarci.
Superata la spiaggia in località Riva di Gittana dopo il comune di Varenna, ci imbatteremo sulla sinistra in una piccola chiesetta. Qui è possibile posteggiare un paio di auto, in alternativa proseguendo per pochi decine di metri altri posti auto. Dal centro di Fiumelatte si devono percorrere 3,5 Km circa.

Coordinate: N 46° 01' 48.3'' E 9° 17' 20.8''

scritto da: Giorgio

 

 

 

Riva di Gittana è una di quelle immersioni che si scoprono un po' per caso. Risalendo il lago in macchina incappai in un paio di sub intenti a cambiarsi su di un piccolo pianoro erboso pochi centinaia di metri dopo la spiaggia dell'autobotte tra Varenna e Bellano. Di fianco alla chiesetta ben in vista sulla sinistra (località Riva di Gittana), c'è spazio per parcheggiare un paio di auto, un muretto per preparare e indossare l'attrezzatura ed il pianoro erboso per cambiarsi. Un comodo sentiero molto breve a ridosso della chiesetta conduce al lago. Gli ultimi metri sono resi percorribili grazie ad una cima ben fissata con tasselli alla roccia.Riva di Gittana L'ingresso in acqua non è dei più agevoli e la roccia in alcuni punti è anche scivolosa, ma una volta in acqua possiamo optare per un fondale che scende rapidamente in direzione nord, oppure uno più dolce e sassoso verso sud.
Dopo un paio di tuffi da riva finalmente arriva il giorno di Embolina e l'anfiteatro roccioso che si gode dalla barca una volta ormeggiati è proprio carino. Decidiamo di esplorare il tratto verso nord e verificare la presenza di un fantomatico canalone che alcuni sub ci segnalarono tempo addietro. La traversata da Limonta è come al solito lenta e piacevolissima. La giornata è calda, il lago sberluccica e Pier decide di evitare di speronare un traghetto con una cortese ed elegante virata verso sinistra.
Giunti sul punto di immersione eccoci all'ormeggio con l'aiuto dell'ecoscandaglio.
Tutto e perfetto, le bombole son piene, siamo in acqua, siamo pronti ed Embolina si disancora, colpa del fondale che sprofonda veloce. Pier, lesto come un gatto soriano, salta a bordo dopo aver tolto la decompressiva e tutto il resto con una maestria da prestigiatore e ci regala a me e Claudio l'immersione.
Scendiamo e decidiamo di fare un puntatina veloce per non far aspettare troppo Pier Micca che ormai si è tolto pure la muta.
La discesa è veloce, il fondo scende repentino, con una conformazione a tratti a balze di roccia fino a diventare una bella parete di cui, per ora, non se ne intuisce l'estensione. A 65 metri ci fermiamo e ci stiamo per pochi minuti.
Una lenta risalita serpeggiando sulla parete ci conduce verso quel che sembra una spaccatura (sarà il canalone???) abbastanza profonda e suggestiva. Rocce, qualche relitto (una bici o un motorino?) e poi su fino alle quote deco. Il posto è bello, sicuramente ci torneremo e sicuramente troverete qualche dettaglio in più prossimamente in questa pagina.

 


la chiesetta e il posteggio
la parte finale del ripido sentiero

 

 

Autobotte

Come arrivarci.
Arrivare è facile: superato il paese di Varenna si supera una galleria con curva secca sulla destra, rettilineo e ancora una piccola galleria, all'uscita sulla sinistra c'è la spiaggia in località "Riva di Gittana". Alcuni gradini portano all'acqua. Dal centro di Fiumelatte si devono percorrere 3,2 Km.

Coordinate: N 46° 01' 45.6 E 9° 17' 16.9''

Una volta in spiaggia per trovare il camion (affondato nel 1984) è facilissimo. Sul lato destro c'è un muretto, partendo da questo punto scendere a 15 metri su per giù, dirigersi a destra ci si imbatterà nel camion che parte da 12 e termina a 18 metri.La motrice è fortemente inclinata a sinistra e ben affondata nel fango, qualcuno ha scardinato la portiera destra, per il resto c'è tutto. Leggende metropolitane parlano di una parete scendendo a sinistra del camion, noi siamo scesi ma di pareti come intendiamo noi nessuna traccia, a parte una discesella seguita fino a 70 metri.

Azotino

spiaggia in località Gittana
La spiaggia vista dalla strada

Spiaggia di Riva di Gittana
la spiaggia di Riva di Gittana vista dal lago

 

 

Punta di Grumo

Come arrivarci.
Poco dopo il termine delle gallerie di Olcio strada statale 36 - risalendo il lago - troveremo delle case con un piccolo posteggio sulla sinistra, una scala conduce al lago, sono visibili dei pontili galleggianti.

Coordinate: N 45° 56' 55.1 " E 9° 18' 10.9"

Partendo dal porticciolo di Lierna si arriva facilmente Tratto di galleria vista da Punta di Grumoa una fantastica paretona di roccia nera. Dovendo immergersi dal porticciolo è il caso di escludere le belle giornate estive, i sabati e le domeniche, molto più appropriata una bella notturna di una uggiosa giornata invernale, evitiamo così spiacevoli incontri - scontri con natanti e proprietari. Dunque, per un alto livello di godimento si raccomanda una salutare nuotata in superficie seguendo la riva a sinistra fino in prossimità dell' inizio delle gallerie che portano a Olcio. Qui inizia una parete pressoché verticale, in questo punto il primo gradone è a circa 60mt. ma proseguendo verso sud ce né per tutti i gusti. La discesa in caduta libera è d'obbligo. La roccia è bellissima, nera con striature bianche sembra tagliata con un enorme coltello e più si prosegue più il paesaggio affascina. Ai piedi della parete si può trovare un po' di tutto; bici, motorini, cessi rotti e anche uno strano albero di natale molto scenografico, o forse è qualcosa d'altro, mah sarà la narcosi. Se fortunati ci scappa anche di incontrare qualche anguilla e grossi persici. Profondità e avanzamento sono a discrezione, immersione inadatta a chi ha problemi di assetto.
Foto sopra: tratto di galleria di Olcio vista da Punta di Grumo

Azotino

 

 

Canottieri moto Guzzi


Come arrivarci.
Questa località si trova facilmente; superato il cartello di circa 300 mt. che indica l'inizio del centro abitato di Mandello del Lario, si troverà sulla sinistra - con Lecco alle nostre spalle - con accesso diretto al lago una costruzione bassa, di color giallo, sede della canottieri Guzzi, si noteranno dei pontili galleggianti, partenza dei canottieri. Una insegna sul tetto dell'edificio facilita ulteriormente il riconoscimento della zona.

Coordinate: N 45° 54' 36.8'' E 9° 19' 34.0''

A questo sito si accede agevolmente da riva; si possono posteggiare le auto di fronte alla Canottieri Moto Guzzi. Guardando il lago, sulla sinistra c'è una scaletta che scende Un tratto di spiaggiaverso la spiaggia - è presente un salice piangente: quindi non si può sbagliare! - si entra in acqua fra le barche ormeggiate (c'è anche quella di un diving della zona), si nuota perpendicolarmente alla spiaggia trovando solo fangazza. Ad una profondità di circa 20 metri virando a sinistra troveremo l' inizio della paretina. La peculiarità di questo sito è la disposizione della parete stessa, che non è parallela alla riva ma esce verso il centro del lago, aumentando progressivamente di profondità; okkio quindi perché non è possibile risalire in superficie in un punto qualsiasi senza attrezzatura adeguata. Seguendo la parete a circa 30 m. è stata posta la solita statua a protezione dei temerari sub, scendendo ancora possiamo trovare una targa alla memoria. Più si scende e più la conformazione della roccia si fa interessante con spaccature, grottine e fori nella roccia; si può proseguire quanto si vuole ma con moderazione ricordandosi che poi bisogna tornare e non è bello saltar fuori in mezzo al lago. Quando si dice fortuna: l'àncora alta su per giù 90 cm visibile nella foto sottostante è stata recuparata in tre metri d'acqua durante l'ultima tappa deco, davanti alla spiaggia.

Azotino

aggiornamento 10/08/2008
Dopo molto tempo mi sono immerso nuovamente in questa località, e bisogna dire che ci sono stati molti cambiamenti. Come molti di voi sapranno alcuni anni farelitto di barca a remi è stato posizionato a - 40 metri un relitto di una barca vela Re Davide il suo nome, la prua è rivolta verso riva e il bulbo è saldamente affondato nel morbido fango del fondo, di fianco al relitto è ancora visibile l'albero dall'alluminio. Per trovarlo è molto semplice; entriamo in acqua mantenendoci al centro della piccola spiaggia, dove una volta sorgeva un salice piangente, i primi metri di fondale quasi piatto non offrono niente a parte una vasta colonia di piante acquatiche. Proseguendo scendiamo a una quota di 40 metri, pieghiamo verso sinistra e in pochi minuti eccoci su questa simpatica barca vela, in ottime condizioni a dire il vero. Proseguendo si arriva alla parete, scendendo a 52 metri su una lastra di roccia ci aspetta in piedi un simpatico pupazzo: topo Gigio, inutile aggiungere altro su questo personaggio tutti lo conoscono vero? Siamo a -60 metri, in una piccola rientranza della parete è stata parcheggiata una locomotiva con il macchinista intento alla guida, è un giocattolo naturalmente e qui bisogna ringraziare il bambino che lo ha donato: GRAZIE! Tutti questi oggetti sono uniti tra loro da una generosa sagola guida impossibile non vederli. Iniziando l'immersione dalla parete troveremo il filo d'arianna che ci accompagnerà per tutta la nostra immersione portandoci al relitto.

 

 

grafico immersione
grafico dell'immersione


l'ancorotto recuperato
àncora recuperata il 15/07/2001