Rete killer

Fiumelatte località la Gatta 26/10/2013

Dopo molti anni siamo tornati in queste acque per rivedere la parete, modesta tutto sommato.
Risalendo a 25 metri ci siamo imbattuti in questa vergogna, una lunga rete abbandonata ma ancora attiva circonda un'area pianeggiante posta a 16 metri. I venti o che altro hanno sospinto la rete -abusiva o regolare non ha importanza- a incagliarsi sul pianoro roccioso e da quel momento a fare danni.
Tanti pesci sono morti così ed è un peccato anche i gamberi accorsi per mangiare i nostri amici pinnuti sono rimasti impigliati. Una strage. Da molti anni ci immergiamo vedendo un po' di tutto ma mai come questa volta. La zona non offre molto a noi subacquei perciò non è frequentata e partendo
da riva è una bella pedalata. Fortunatamente quel giorno abbiamo deciso di immergersi qua e terminata l'immersione abbiamo deciso
immediatamente di tornare il più presto possibile per eliminare questo sconcio. I pesci sicuramente ringraziano di tutto cuore.
Hanno partecipato al ripulisti: Beppe, Claudio, Maurizio, Pier.
Se qualcuno fosse curioso di vedere in Google earth il punto e farci magari un tuffo queste sono le coordinate: 45° 59' 34,04'' N 09° 17' 22,99'' E
Il video qui disponibile dice molto più di mille parole.



realizzato da Mao
il 26/10/2013

 

 

La cassa misteriosa

Onno autunno 2007
Come sempre al termine di una immersione ci troviamo a Onno per mangiare e bere una buona birra, e la conversazione tanto per cambiare s'indirizza su punti nuovi dove immergersi possibilmente imbattendosi in qualcosa da recuperare. Lo spuntino è al termine, ci avviamo alla cassa per pagare quando vedo una persona seduta a un tavolino; improvvisamente ricordo che egli conosce molto bene il lago e decido di chiedergli se alla fine della seconda guerra, a suo parere è stato gettato del materiale nel lago. "Certamente" risponde, "al Melgone, alla Rocca poi quasi sicuramente anche ai lati di villa Fiocchi è stato gettato all'epoca del materiale bellico, è passato molto tempo dall'ora e il fango avrà ricoperto tutto". Ringraziamo per i consigli sperando che in breve tempo i "consigli" si trasformeranno in oggetti magari rovinati dalla ruggine sempre belli a vedersi ma soprattutto scoperti e recuperati da noi.

Villa Fiocchi 01/12/2007 – Mandello del Lario
Dopo villa Fiocchimolti rinvii è arrivato il momento tanto atteso; esplorare i fondali antistante la villa. Decidiamo io e Angelo di cominciare l'esplorazione sul lato sinistro, l'ecoscandaglio mostra un fondale piatto con poca inclinazione verso il largo gettata l'àncora cominciamo ad avventurarci su questo fondale per noi sconosciuto, il cercametalli non da nessun segno di vita a parte le solite lattine d'alluminio, resta muto per gran parte dell'immersione, ci imbattiamo in un ombrellone aperto poi un sandalo. L'immersione non si sta rivelando un successo, anzi... l'acqua non è pulita e con poca visibilità la ricerca è più impegnativa ma non trovare neanche un chiodo ce ne passa! Ad un tratto ecco uscire dalla nebbia un oggetto, ci avviciniamo speranzosi; sì è di ferro sembra una grossa cassa, ci siamo! La nube di fango ci avvolge completamente ora usiamo le mani per capire di cosa si tratta, ha delle maniglie ai lati o così sembra, non riusciamo a trovare un 'apertura, pesante è pesante cosa conterrà? L’agitazione mi gioca un brutto scherzo, dimentico di mandare in superficie la boa di segnalazione, registro solo la profondità, 19 metri.

 

 

 

22/12/2007
Eccoci qui di nuovo per cercare questa benedetta cassa siamo in tre, con me ci sono Ivano e Pier con un po’ di fortuna la troveremo questo è certo. Ci immergiamo, l’acqua non è pulita cominciamo a cercare, è in questa zona per forza di cose. A un certo momento avvistiamo un a canoa di colore rosso sembra in buone condizioni la posteggiamo a 20 metri di profondità, la ricerca continua, il tempo passa inesorabile, stop bisogna risalire, altro fallimento oramai il morale è raso terra.

05/01/2008  
Adesso è solamente questione d’orgoglio, la maledetta deve saltare fuori costi il punto del recupero quel che costi. Piove il morale è sotto i tacchi in questa immersione mi accompagna Angelo, e Ivano. Ritroviamo la canoa e il mio amico decide di portarla in superficie per vedere se vale la pena tenerla. Ivano ed io continuiamo la ricerca della cassa fantasma, non sappiamo più dove guardare, alcuni rottami visti nelle immersioni precedenti li ritrovo sulla mia strada siamo a 19 metri quand’ecco in controluce vedo una macchia scura, mi avvicino veloce e… finalmente abbiamo ritrovato l’oggetto tanto desiderato e cercato, m’affretto a spedire in superficie la boa poi cominciamo a esaminarla, non si capisce molto siamo all’interno di una nube di fango non si vede più niente, a questo punto decidiamo d’interrompere l’immersione. La canoa è a bordo di Embolina è un rottame decidiamo di rispedirla in fondo al lago, salpiamo l’àncora ci avviciniamo alla boa per recuperarla ma prima marco il punto nel GPS ora possiamo ritrovarla senza alcun problema.

29/03/2008
Sono passati tre mesi dal ritrovamento e ancora non ci decidiamo a recuperarla, più passa il tempo più i dubbi sul contenuto del baule aumentano; in primo luogo la strana forma, l’assenza d’una apertura, quella strana maniglia posta su di un solo lato – non fanno ben sperare - decidiamo di effettuare una immersione per constatare la sua presenza, è ancora al suo posto, ribaltiamo la cassa non si riesce a capire cosa sia, quale utilizzo possa avere. Ispezioniamo il fondale non c’è nient’altro nelle vicinanze.

30/08/2008
È deciso questa mattina recupereremo l’oggetto del mistero, la speranza di trovare all’interno qualcosa d’interessante è nulla siamo preparati a tornarcene a casa a mani vuote. Organizziamo due gruppi, il primo composto dal sottoscritto Claudio e Beppe individuerà la cassa e posizionerà un gavitello per indicare l’esatto punto, il secondo gruppo la porterà a galla, utilizzando un pallone da 100 KG. Tutto si svolge come da copione, portiamo a riva il forziere, togliamo il grosso delle incrostazioni aperture evidenti non si vedono, la fattura è chiaramente artigianale, vediamo quattro piedini con i bulloni corrosi –sicuramente era bloccata a terra. Su un lato sono saldati due grossi anelli posizionati uno sopra l’altro forse era infilato un palo, un sostegno per quale scopo non sì sa. Sul lato deve risiedono i piedini notiamo un foro con un diametro di 10/12 mm, facciamo uscire l’acqua poi il fluido fango, ora è il peso si è ridotto molto, a cosa sarà servita nel passato? Difficile saperlo. Riportiamo l’oggetto in acqua non possiamo fare altro al momento non siamo attrezzati per aprirla. Riprendiamo la via di casa e qualcuno della compagnia –roso dalla curiosità- pensa già di portarsela a casa, nel box con un flessibile…


Chi riconoscesse l'oggetto del mistero dalle slide sottostanti è pregato di contattarci!