Immersioni da riva

Melgone

Come arrivarci.
Per questa immersione in località "Melgone" uscire dalla prima galleria prendere la ex SS 543  fino al termine della stessa. Zona comoda per l'ampio parcheggio. Dalla galleria di Parè il percorso è di Km. 3.3 da Onno Km. 5.6.

Coordinate: N 45° 52' 54.0'' E 9° 20' 27.4''

Sicuramente è il luogo più frequentato e conosciuto Melgone: la galleriadel ramo di Lecco per vari motivi: facile da raggiungere, un buon posteggio, un luogo dove tutti i sub - esperti e non - possono fare delle ottime immersioni e per ultimo la visibilità dell'acqua quasi sempre - rispetto ad altri posti - buona. Frequentata in tutte le stagioni, ha il suo punto di forza nella parete, parte integrante della vecchia galleria. Il fondale scende con gradualità dove a - 25 mt. - sotto a una delle prime aperture della galleria - si trova il primo e più numeroso gruppo di carcasse d'auto. Oltre,  a 50 mt. di profondità si vedono altre macchine, come a 60 mt. sempre a ridosso della parete. A questo punto staccandoci da essa e piegando a destra, altre auto si possono notare, pure a quote minori. Per chi non volesse scendere fondo, nella roccia sono visibili interessanti spaccature. Per ultimo altre auto sono presenti tra i 15 - 25 mt. entrando in acqua alla base del sentiero e portandoci verso il largo. Negli anni passati era facile imbattersi in reperti bellici di varia epoca e  in buone condizioni se protetti dal fango. Nel febbraio 1990 vedemmo per la prima volta il fuoristrada Toyota a passo lungo, a -54 mt. dove adesso di trova il Panda 4x4. È disponibile un filmato girato nel 1989 dove si vede molto bene il fuoristrada nella sua posizione originale, la macchina si trovava su un fianco, recuperammo quindi due cerchi il 04/03/1990, per gli altri decidemmo il recupero dell'intera auto. Il primo tentativo avvenne 30/09/1990 ma per la mancanza di un terzo pallone di 1000 Kg. di spinta il recupero - dopo giorni di preparativi - fallì. L'auto non si comportò come volemmo, dopo avere tagliato i cavi che l'imbragavano per consentire il recupero dei preziosi palloni si mise in posizione "stradale" non consentendoci di lavorare sui restanti cerchi. Finalmente il 16/12/1990 con l'esperienza accumulata e con l'aiuto di tre palloni con tre tonnellate di spinta complessiva venne a galla, subito vennero smontate le restanti ruote, poi con l'aiuto di un piccolo gozzo la trainammo dove oggi tutti la possono vedere. La vendita ci fruttò £ 500.000 sufficenti per andare dal notaio e registrare il nostro club.Jaguar Al Melgone recuperammo successivamente un Ford Fiesta, e un secondo fuoristrada, americano 4500 cc, benzina, praticamente nuovo, ma la vendita dei cerchi non fu facile, troppo grandi per i normali fuoristrada europei. Si può visitare in 13 - 14 metri d'acqua davanti alla spiaggia dopo il motel "Nautilus" - procedendo verso Onno.
11/07/2004 Pochi giorni addietro una nuova auto si è aggiunta alla collezione. Si tratta di una Jaguar di colore verde, motore a benzina 3000 CC. L'auto nel impatto con l'acqua ha subìto lo schiacciamento del tetto rendendo difficoltosa una accurata perlustrazione interna, i sedili non sono in pelle come nei modelli di maggior pregio, alcuni particolari sono stati recuperati - vedi lo stemma posto sul cofano motore. Monta cerchi in legha con le gomme piantate in uno spesso strato di fango. Il bagagliaio è ancora misteriosamente chiuso. Si trova a 60 metri sotto la Y10 poco distante dalla parete. Il colore scuro rende un poco più difficile l'avvistamento. È stata lanciata in acqua domenica sera durante i fuochi di artificio a Lecco, questa volta però non è passata del tutto inoservata, in pochi minuti carabinieri e vigili del fuoco erano sul posto, per potere stabilire se non vi erano persone all'interno dell'auto.
Nuova auto al Melgone! ed era ora aggiungo io, dopo l'appertura della nuova galleria, il fondale appariva monotono, sempre uguale, ma da settembre non è più così. Qualche anima buona capendo i problemi di noi subacquei ha pensato bene di lanciare dalle solite aperture una Mercedes familiare mod. E 290, colore grigio chiaro.
La si può visitare scendendo a 57 mt., pochi metri a destra della Y10. Il Panda 4X4 a cavalcioni della Renault 18 è finita nel fango affiancandosi al nuovo arrivo. Il mercedes prima di essere lanciato in acqua è stato privato dei sedili e quant'altro lasciando l'auto praticamente spoglia. I cerchi sono di vile ferro piantati saldamente nel fango, i vetri sono andati in frantumi e anche il cofano motore ne ha risentito. Inutile cercare lo stemma, sparito. Le portiere sono bloccate rendendo difficoltoso arrivare alla leva del cambio automatico per togliere il pomello, alla fine l'unico oggetto che si può portare a casa come ricordo.

 

Diane
realizzato da Pier
15/11/2008
realizzato da Walter
realizzato da Ivano
 

 

 

 

 

 

 

recupero palloni
Recupero dei palloni dopo il primo tentativo


i cerchi recuperati
Dopo tanto lavoro... i frutti!

frontale Y 10
Parte frontale della Y10






interno Toyota
L'interno del Toyota come si presenta oggi




Melgone parete nord ovest

Coordinate: N 45° 53' 00.6'' E 9° 20' 11.4''

Disponendo di una imbarcazione è possibile effettuare un'immersione dalla parte della galleria dove sorge il motel Nautilus. L'ormeggio èMelgone: parete nord ovest possibile di fronte alle prime aperture della galleria - non oltre - su di un fondale in prevalenza fangoso. Una volta immersi, procedere in direzione di Lecco mantenendosi a una quota di 15 - 17 metri si incontra un piccolo gruppo di auto oramai fatiscenti, si possono riconoscere due auto, una Citroën Pallas e un Alfa Sprint Veloce con le ruote all'aria, recuperate da noi tanti anni fa. La terza appoggiata alla parete non siamo riusciti a identificarla. Subito dopo il fondale comincia a scendere veloce senza mostrare la presenza di rottami, a parte un'auto con il tetto sfondato attorno ai 40 mt. di profondità. Sul fondo, non distante della parete a una quota di 70 - 75 metri è visibile una moto di grossa cilindrata quasi sommersa dal fango, dovrebbe trattarsi di una moto Kawasaki 750.
Al ritorno mantenendoci sui 15 mt. si può vedere una notevole rientranza nella parete con sovrastante tetto, con acqua poco pulita questa cavità è un poco inquietante. In questa zona - frequentata poche volte a onor del vero - non si è mai trovato reperti interessanti.

nota del 16/01/2008
Grazie ad Antonio, nostro consulente è stata identificata l'auto che nel filmato si vede appoggiata alla parete di roccia: si tratta di una Fiat 124 coupé III serie -databile agli anni 1975-1977.

 

 


realizzato da Pier
13/10/2007

 

 

Fuoristrada del motel Nautilus

Come arrivarci.
Arrivando da Lecco, superare la seconda galleria, al termine di essa c'è il motel Nautilus oltrappassiamolo, di duecento metri, incontreremo un posteggio in terra battuta di fronte al lago; questa è la partenza della nostra immersione. Dal porto di Parè dista 4,3 Km.

Coordinate: N 45° 53' 8.94'' E 9° 19' 43.56''

Questa zona non offre nessun interesse a parte un fuoristrada recuperato al Melgone il 19/09/1993 a 50 metri dalla superficie, trainato fin qui per recuperare con facilità i cerchi in lega di 16 pollici. Recuperare con facilità... così abbiamo sperato, ma come sempre accade le cose non vanno mai come vogliamo noi e abbiamo avuto la conferma in questa occasione. I cerchi montavano una bullone di sicurezza e senza l'apposita chiave non sarebbe stato possibile toglierli. Il primo lavoro è consistito nel fare un calco della testa del bullone con della resina particolare, ottima per queto genere di lavori, dopo di che creata la chiave abbiamo provato a svitare un bullone, il materiale si è rivelato troppo tenero costincendoci a ripetere il lavoro senza nessun risultato. Finalmente la fortuna ha pensato di darci una mano facendoci trovare sotto il bracciolo posto tra i due sedili anteriori la chiave originale. Il più era stato fatto ma il quarto cerchio non ne voleva sapere di essere tolto dal mozzo, per il semplice motivo di un precedente tentativo effettuato al Melgone di prendere l'impronta della testa del bullone battendo con un grosso martello un tondino di piombo picchiando sulla testa della vite, ottenendo come unico risultato non l'impronta sperata bensì lo schiacciamento della testa. Dopo vari tentativi tutti falliti, utilizzando un piccolo scalpello e l'immancabile martello - strumento principe per questi lavori - abbiamo tolto il bullone di sicurezza, il quarto cerchio dopo lungo lavoro era in nostre mani!. Per trovare la jeep oggi prendere come riferimento il cartello stradale che si vede nella foto, l'auto è spostata di circa venti metri in direzione di Oliveto Lario a una profondità di 13 metri, il fondale sabbioso ha una modesta pendenza, il grosso fuoristrada è ribaltato con le portiere aperte, ideale rifugio per i pesci.

il posteggio
Il posteggio dopo il motel Nautilus

 

Cipressi

Come arrivarci.
Questa zona dista da  Parè Km 5.5 da Onno Km  3.5. La zona la si individua per dei cipressi (da qui il nome) posti in un allargamento della strada.

Coordinate: N 45° 53' 21.0'' E 9° 19' 11.7''

L' ingresso in acqua alla base del ripido e breve sentiero, non si presenta agevole per il fondo sconnesso - viscido per giunta - che ostacola l'entrata. La parete inizia a pochi metri dalla riva scendendo verticalmente a 45 mt.l'entrata in acqua Il fondale in questo punto è cosparso di numerosi rottami, proseguendo la nostra immersione in direzione  Lecco si tocca la base della parete a -70 mt. per poi risalire lentamente. A quote  minori è ancora possibile il ritrovamento di reperti bellici di varia epoca e natura, gettati in acqua dalla sovrastante strada. Questa zona va' periodicamente battuta con la speranza - mai morta - di trovare qualcosa d'interessante da poco gettato in acqua. Dirigendosi nella opposta direzione l'immersione è sicuramente meno impegnativa,  il  fondo degrada lentamente deludendo nel contempo i "cacciatori di tesori" per la mancanza di rottami di un certo "valore".
04/11/2008 Durante una immersione di ricognizione effettuata 11/10/2008 abbiamo trovato alla base della parete alla profondità di 44 metri una imbarcazione in legno, sicuramente è stata volutamente affondata perché a bordo abbiamo rinvenuto dei corpi morti di cemento incatenati allo scafo, il punto prescelto per l'affondamento non è stato rispettato.

 

 

 

il ponte

realizzato da Pier
08/11/2008